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DERIVATI: LA CONSOB INVECE DI SANZIONARE UNICREDIT E LE BANCHE, IRROGA UNA MULTA DI 100.000 EURO ALL’ADUSBEF CHE AVEVA DENUNCIATO LA TRUFFA

DERIVATI: MENTRE I BANCHIERI POSSONO FRODARE ENTI LOCALI, IMPRESE E RISPARMIATORI, LA CONSOB, DIMOSTRANDO DI ESEGUIRE GLI ORDINI DELLE BANCHE, SANZIONA ADUSBEF CHE AVEVA DENUNCIATO LA TRUFFA UNICREDIT A 10 PROCURE DELLA REPUBBLICA. FAMIGLIA CARDIA A LIBRO PAGA BANCHE.

A seguito di una puntata andata in onda il 14 ottobre 2007, che aveva raccontato agli italiani lo scandalo dei derivati,una tipologia di prodotto finanziario che negli ultimi anni molte banche hanno rifilato ad ignari clienti con metodi “poco trasparenti” e che avevano strozzato 30mila piccole e medie imprese configurando una truffa ad oltre 900 fra Comuni, Regioni ed enti pubblici, solo questi ultimi Enti locali per un controvalore di 40 miliardi di euro, Adusbef e Federconsumatori avevano depositato il giorno dopo (15.10.07) esposti-denunce a 10 Procure della Repubblica contro la banca guidata da Alessandro Profumo.
Adusbef e Federconsumatori infatti, avevano presentato una decina di esposti alle Procure della Repubblica di mezza Italia invitando la Magistratura ad acquisire il Reportage di Stefania Rimini e ad indagare sul comportamento degli istituti di credito, in particolare Unicredit Banca, che avrebbero fatto sottoscrivere questi Derivati (Swap, in inglese) ai loro clienti in palese violazione delle norme per la trasparenza nei servizi bancari e finanziari,in totale assenza di quella vigilanza preventiva che la Banca d’Italia,ma soprattutto la Consob, avevano l’obbligo di esercitare.
Ma la Consob dimberto Cardia, invece di indagare sui comportamenti dolosi e fraudolenti di Unicredit, che come risulta dalle intercettazioni telefoniche acquisite agli atti dell’inchiesta del PM Alfredo Robledo della Procura di Milano che ha rinviato a giudizio nei giorni scorsi i dirigenti di primarie banche, ha seguitato a truffare il comune di Milano con i propri manager negoziatori (Davide Mereghetti, Luca Fornovi, Andrea Gavazzoni), che sono ancora al loro posto con la complicità di Profumo, brindando alla truffa, con la delibera 17071 notificata oggi, ha sanzionato l’Adusbef ed il suo presidente per manipolazione di mercato dei titoli Unicredit, con una pena pecuniaria di 100.000 euro.
E’ la prova provata di una Consob e del suo presidentemberto Cardia (il figlio Marco è notoriamente a libro paga delle banche e delle aziende controllate dalla Consob), che esegue gli ordini dei banchieri in generale, del signor Alessandro Profumo in particolare, che dopo la denuncia di Adusbef alle 10 Procure della Repubblica,aveva inviato una segnalazione alla Consob per manipolazione dei mercati dei titoli Unicredit al suo più fedele scudiero ed esecutore dei suoi desiderata.
Quando Adusbef,che non ha affatto manipolato il corso delle azioni Unicredit, come risulta inconfutabilmente dagli andamenti del titolo, ha intuito tale contiguità tra Unicredit e la Consob, ha inviato un esposto denuncia alla Procura di Roma contro Cardia,Unicredit ed altri solerti funzionari della Consob,che risultano indagati dai pm Di Salvo ed Orano.
Adusbef impugnerà il provvedimento sanzionatorio alla Corte di Appello e nei prossimi giorni convocherà una conferenza stampa per chiedere le immediate dimissioni dimberto Cardia, un fantoccio nelle mani di Profumo, e degli altri dirigenti Consob, che hanno assecondato tale farsesca rappresentazione.
Il Presidente (Elionnutti)

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DERIVATI TRUFFA

30 novembre 2009 by raf

Ci vuole la consueta faccia di bronzo di un banchiere,come quella di Guido Rosa, presidente dell’Aibe (l’associazione delle banche estere in Italia), a difendere la “trasparenza e correttezza” degli istituti di credito stranieri, al centro di sacrosante polemiche e di vasti contenziosi giudiziari,sia in sede civile che penale, sulla vendita di derivati a privati ed enti locali.
Solo pochi giorni fa, Alfredo Robledo, PM della Procura di Milano, ha chiesto il rinvio a giudizio
con l’accusa di truffa aggravata di 13 persone e di quattro banche (si tratta di 11 funzionari bancari appartenenti a Deutsche Bank, Ubs, JP Morgan e Depfa Bank),per aver fatto guadagnare illecitamente alle banche dall’emissione dei derivati circa 100 milioni ai danni del Comune) a conclusione dell’inchiesta su gravissime irregolarità nell’emissione di un bond da un miliardo e 685 milioni di euro sottoscritto dal Comune di Milano dal 2005 al 2007.
I funzionari delle quattro banche coinvolte nell’inchiesta, assieme a Giorgio Porta, ex direttore generale del Comune di Milano, e a Mauro Mauri, esperto incaricato della ristrutturazione del debito comunale, avrebbero truffato «dolosamente» l’amministrazione comunale,per 100 milioni di euro ed aver certificato «falsamente» la «sussistenza delle condizioni di convenienza economica per l’Ente territoriale», allo scopo di arrivare all’emissione obbligazionaria, invece di suggerire la «rinegoziazione dei mutui» stipulati dal Comune, causando così «passività» per l’amministrazione. Il Comune infatti, secondo l’accusa, si ritrovò in mano uno strumento finanziario del valore negativo di 300 milioni di euro.
Dall’indagine conoscitiva della Commissione Finanze del Senato, risulta inoltre che le banche estere hanno appioppato prodotti derivati per un controvalore di oltre il 60 per cento dei circa 40 miliardi di euro piazzati disinvoltamente agli Enti locali,le cui finalità truffaldine sono oggetto di un robusto contenzioso giudiziario,sia in sede civile che penale.
La reticenza dei banchieri auditi dalla commissione parlamentare del Senato, i quali o assolvono alcuni manager intenti alla truffa perché inchiodati dalle intercettazioni telefoniche come quelli di Unicredit a dimostrazione di alte coperture e di una ben precisa linea fraudolenta calata dall’alto,oppure che dipingono un Eden di correttezza e trasparenza,come i dirigenti di BNL-Paribas, non aiutano le banche ad uscire dai rischi legali assunti,tantomeno da rischi reputazionali poiché i cittadini,consumatori, risparmiatori,PMI ed Enti locali,non sono più disponibili a bersi le frottole dei banchieri e della loro presunta trasparenza,lontani da quel richiamo alla correttezza dei comportamenti e alla necessità di un’accurata valutazione dei rischi, nonché di monitoraggio del fenomeno, anche attraverso accertamenti ispettivi mirati.
Adusbef e Federconsumatori continuano a denunciare la reticenza e l’avidità dei banchieri,che con il ricorso all’uso disinvolto dei derivati,mettono a repentaglio la stabilità dei mercati da ricshi sistemici,prontamente addossati alla collettività.

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