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	<title>Studio Principi - ADUSBEF</title>
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	<description>Sede Adusbef  per Rieti, Terni, Ascoli Piceno e Pavia</description>
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		<title>I nostri soldi&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 06:55:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[RAPPORTI BANCARI]]></category>
		<category><![CDATA[anatocismo]]></category>
		<category><![CDATA[derivati]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-386" src="http://www.studioprincipi.com/wp-content/uploads/2010/01/Consob.jpg" alt="Consob" width="642" height="380" /></p>
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		<title>BANCHE: I MODERNI GOVERNATORI ALLA TANLONGO,FACCIANO RISPETTARE LE LEGGI</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 06:51:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[come difendersi dai soprusi e dagli abusi]]></category>
		<category><![CDATA[verificare l’operato della banca]]></category>

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Dopo aver spalmato a rate per lunghissimi anni gli effetti della crisi sulla pelle di consumatori, piccole e medie imprese e famglie con tassi più elevati (attualmanete lo 0,52% in più sui mutui rispetto media UE) e condizioni più onerose (250 euro il costo di un conto corrente italiano secondo l’ultima indagine europea ,ossia ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>Dopo aver spalmato a rate per lunghissimi anni gli effetti della crisi sulla pelle di consumatori, piccole e medie imprese e famglie con tassi più elevati (attualmanete lo 0,52% in più sui mutui rispetto media UE) e condizioni più onerose (250 euro il costo di un conto corrente italiano secondo l’ultima indagine europea ,ossia ben 7 volte in più della media UE),i banchieri italiani, sempre allergici al rispetto delle regole e delle leggi, con il concorso di una Banca d’Italia che ha sempre calpestato concorrenza, trasparenza e correttezza sull’altare della stabilità, continuano imperterriti ad aumentare costi, commissioni e condizioni con sempre più nuove voci di spesa.<br />
All&#8217;indomani della crisi finanziaria generata dall’avidità dei banchieri, dopo che &#8211; come ha scritto il sociologo Ulrich Beck &#8211; &#8220;la loro immagine pubblica&#8221; ha cominciato &#8220;ad assumere le fattezze del banksters&#8221;, metà banchieri metà a prevalenza gangster, le banche italiane che non brillano per correttezza e trasparenza, dopo aver ignorato la cancellazione della commissione di massimo scoperto ed aver operato una ingiutificata restrizione del credito alle piccole e medie imprese, continuano imperterrite a saccheggiare le tasche degli utenti, sia imponendo nuove voci, come Unicredit, che chiede  3 euro dal 1 febbraio p.v per prelevare i propri soldi in contante allo sportello, che imponendo canoni periodici di 120 euro, per spese forfetarie,  di 120 euro l’anno.<br />
Dal consueto monitoraggio effettuato dall’Adusbef, le banche si ingegnano a spolpare correntisti, depositanti, affidati e mutuatari, con tecniche sempre più raffinate praticate dalla parte interna degli sportelli, senza che l’ufficio di vigilanza di Bankitalia, abbia mai mosso un rilievo critico. Pagano il denaro raccolto in depositi da uno zero spaccato,fino ad un massimo dello 0,20% (MPS-Antonveneta) –ossia 1,46 euro netti l’anno su una giacenza media di 1.000 euro, ma fanno pagare costi di gestione del conto fino a 820 euro, imponendo nuove voci di costo ai quali bisogna porre un limite, non essendo possibile lasciare mano libera alla loro ingordigia ed alla loro libertà di saccheggio.<br />
Pagano la raccolta tra lo zero e l’1%, se chiedono somme in prestito alla Bce, ma applicano tassi sui mutui tra il 3,5% se variabili ed il 6% se tassi fissi; mentre sui prestiti personali applicano un Taeg del 12,176 % (BPM) fino al 15,09)% (MPS); chiedono un tasso debitore del 12,879% (BNL) oltre un 2% di commissioni sui tassi passivi; pretendono 1,95 euro per prelevamenti bancomat altre banche (BPM); 1 euro per prelevare fino a 500 euro di contante allo sportello senza utilizzo di assegno (Intesa San Paolo,Unicredit – fino al 28 febbraio 2010-Bana Fideuram); 4,50 euro per pagare una utenza per cassa allo sportello (Unicredit); chiedono 0,10 centesimi come costo di 1 assegno ed applicano 3 giorni di valuta sugli assegni versati da altre banche (Carige).<br />
Le banche italiane inoltre, aduse a violare la legge per spolpare fino all’osso l’utenza, incuranti dell’entrata in vigore dal 1 novembre 2009 della direttiva SEPA (Sistemi dei pagamenti europei), tesi ad armonizzare l’intera materia dei pagamenti al dettaglio ed aumentare la concorrenza con una diminuzione dei costi unificati a quelli praticati all’interno dei singoli paesi,pretendono ben 90 euro (BNL) per trasferire somme di denaro tramite bonifici in altri paesi europei.<br />
Un Governo serio,qualora volesse rinunciare ad introdurre una sacrosanta tassa a carico delle banche, come ha invece annunciato il presidente Obama negli Usa,per recuperare parte degli aiuti pubblici elargiti al sistema bancario onde evitare il fallimento e tentare di frenare la corsa ai super-bonus ed alle stock option che i banchieri continuano a deliberarsi come se nulla fosse accaduto, ha il dovere di interrompere queste micro-rapine quotidiane a danno dei consumatori e delle famiglie, chiedendo sia la restituzione della illegittima commissione di massimo scoperto (pari a 5 miliardi di euro) che imponendo ai moderni Tanlongo di far rispettare le leggi.</p>
<p>Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)</p>
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		<title>DERIVATI: LA CONSOB INVECE DI SANZIONARE UNICREDIT E LE BANCHE, IRROGA UNA MULTA DI 100.000 EURO ALL&#8217;ADUSBEF CHE AVEVA DENUNCIATO LA TRUFFA</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 15:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DERIVATI: MENTRE I BANCHIERI POSSONO FRODARE ENTI LOCALI, IMPRESE E RISPARMIATORI, LA CONSOB, DIMOSTRANDO DI ESEGUIRE GLI ORDINI DELLE BANCHE, SANZIONA ADUSBEF CHE AVEVA DENUNCIATO LA TRUFFA UNICREDIT A 10 PROCURE DELLA REPUBBLICA. FAMIGLIA CARDIA A LIBRO PAGA BANCHE.
A seguito di una puntata andata in onda il 14 ottobre 2007, che aveva raccontato agli italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-184" title="Consob" src="http://www.studioprincipi.com/wp-content/uploads/2009/12/s_989.jpg" alt="Consob" width="165" height="122" />DERIVATI: MENTRE I BANCHIERI POSSONO FRODARE ENTI LOCALI, IMPRESE E RISPARMIATORI, LA CONSOB, DIMOSTRANDO DI ESEGUIRE GLI ORDINI DELLE BANCHE, SANZIONA ADUSBEF CHE AVEVA DENUNCIATO LA TRUFFA UNICREDIT A 10 PROCURE DELLA REPUBBLICA. FAMIGLIA CARDIA A LIBRO PAGA BANCHE.</p>
<p>A seguito di una puntata andata in onda il 14 ottobre 2007, che aveva raccontato agli italiani lo scandalo dei derivati,una tipologia di prodotto finanziario che negli ultimi anni molte banche hanno rifilato ad ignari clienti con metodi “poco trasparenti” e che avevano strozzato 30mila piccole e medie imprese configurando una truffa ad oltre 900 fra Comuni, Regioni ed enti pubblici, solo questi ultimi Enti locali per un controvalore di 40 miliardi di euro, Adusbef e Federconsumatori avevano depositato il giorno dopo (15.10.07) esposti-denunce a 10 Procure della Repubblica contro la banca guidata da Alessandro Profumo.<br />
Adusbef e Federconsumatori infatti, avevano presentato una decina di esposti alle Procure della Repubblica di mezza Italia invitando la Magistratura ad acquisire il Reportage di Stefania Rimini e ad indagare sul comportamento degli istituti di credito, in particolare Unicredit Banca, che avrebbero fatto sottoscrivere questi Derivati (Swap, in inglese) ai loro clienti in palese violazione delle norme per la trasparenza nei servizi bancari e finanziari,in totale assenza di quella vigilanza preventiva che la Banca d’Italia,ma soprattutto la Consob, avevano l’obbligo di esercitare.<br />
Ma la Consob dimberto Cardia, invece di indagare sui comportamenti dolosi e fraudolenti di Unicredit, che come risulta dalle intercettazioni telefoniche acquisite agli atti dell’inchiesta del PM Alfredo Robledo della Procura di Milano che ha rinviato a giudizio nei giorni scorsi i dirigenti di primarie banche, ha seguitato a truffare il comune di Milano con i propri manager negoziatori (Davide Mereghetti, Luca Fornovi, Andrea Gavazzoni), che sono ancora al loro posto con la complicità di Profumo, brindando alla truffa, con la delibera 17071 notificata oggi, ha sanzionato l’Adusbef ed il suo presidente per manipolazione di mercato dei titoli Unicredit, con una pena pecuniaria di 100.000 euro.<br />
E’ la prova provata di una Consob e del suo presidentemberto Cardia (il figlio Marco è notoriamente a libro paga delle banche e delle aziende controllate dalla Consob), che esegue gli ordini dei banchieri in generale, del signor Alessandro Profumo in particolare, che dopo la denuncia di Adusbef alle 10 Procure della Repubblica,aveva inviato una segnalazione alla Consob per manipolazione dei mercati dei titoli Unicredit al suo più fedele scudiero ed esecutore dei suoi desiderata.<br />
Quando Adusbef,che non ha affatto manipolato il corso delle azioni Unicredit, come risulta inconfutabilmente dagli andamenti del titolo, ha intuito tale contiguità tra Unicredit e la Consob, ha inviato un esposto denuncia alla Procura di Roma contro Cardia,Unicredit ed altri solerti funzionari della Consob,che risultano indagati dai pm Di Salvo ed Orano.<br />
Adusbef impugnerà il provvedimento sanzionatorio alla Corte di Appello e nei prossimi giorni convocherà una conferenza stampa per chiedere le immediate dimissioni dimberto Cardia, un fantoccio nelle mani di Profumo, e degli altri dirigenti Consob, che hanno assecondato tale farsesca rappresentazione.<br />
Il Presidente (Elionnutti)</p>
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		<title>DERIVATI TRUFFA</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:40:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[RAPPORTI BANCARI]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci vuole la consueta faccia di bronzo di un banchiere,come quella di Guido Rosa, presidente dell&#8217;Aibe (l&#8217;associazione delle banche estere in Italia), a difendere la &#8220;trasparenza e correttezza&#8221; degli istituti di credito stranieri, al centro di sacrosante polemiche e di vasti contenziosi giudiziari,sia in sede civile che penale, sulla vendita di derivati a privati ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ci vuole la consueta faccia di bronzo di un banchiere</strong>,come quella di Guido Rosa, presidente dell&#8217;Aibe (l&#8217;associazione delle banche estere in Italia), a difendere la &#8220;trasparenza e correttezza&#8221; degli istituti di credito stranieri, al centro di sacrosante polemiche e di vasti contenziosi giudiziari,sia in sede civile che penale, sulla vendita di derivati a privati ed enti locali.<br />
Solo pochi giorni fa, Alfredo Robledo, PM della Procura di Milano, ha chiesto il rinvio a giudizio<br />
con l&#8217;accusa di truffa aggravata di 13 persone e di quattro banche (si tratta di 11 funzionari bancari appartenenti a Deutsche Bank, Ubs, JP Morgan e Depfa Bank),per aver fatto guadagnare illecitamente alle banche dall&#8217;emissione dei derivati circa 100 milioni ai danni del Comune) a conclusione dell&#8217;inchiesta su gravissime irregolarità nell&#8217;emissione di un bond da un miliardo e 685 milioni di euro sottoscritto dal Comune di Milano dal 2005 al 2007.<br />
I funzionari delle quattro banche coinvolte nell&#8217;inchiesta, assieme a Giorgio Porta, ex direttore generale del Comune di Milano, e a Mauro Mauri, esperto incaricato della ristrutturazione del debito comunale, avrebbero truffato «dolosamente» l&#8217;amministrazione comunale,per 100 milioni di euro ed aver certificato «falsamente» la «sussistenza delle condizioni di convenienza economica per l&#8217;Ente territoriale», allo scopo di arrivare all&#8217;emissione obbligazionaria, invece di suggerire la «rinegoziazione dei mutui» stipulati dal Comune, causando così «passività» per l&#8217;amministrazione. Il Comune infatti, secondo l&#8217;accusa, si ritrovò in mano uno strumento finanziario del valore negativo di 300 milioni di euro.<br />
Dall’indagine conoscitiva della Commissione Finanze del Senato, risulta inoltre che le banche estere hanno appioppato prodotti derivati per un controvalore di oltre il 60 per cento dei circa 40 miliardi di euro piazzati disinvoltamente agli Enti locali,le cui finalità truffaldine sono oggetto di un robusto contenzioso giudiziario,sia in sede civile che penale.<br />
La reticenza dei banchieri auditi dalla commissione parlamentare del Senato, i quali o assolvono alcuni manager intenti alla truffa perché inchiodati dalle intercettazioni telefoniche come quelli di Unicredit a dimostrazione di alte coperture e di una ben precisa linea fraudolenta calata dall’alto,oppure che dipingono un Eden di correttezza e trasparenza,come i dirigenti di BNL-Paribas, non aiutano le banche ad uscire dai rischi legali assunti,tantomeno da rischi reputazionali poiché i cittadini,consumatori, risparmiatori,PMI ed Enti locali,non sono più disponibili a bersi le frottole dei banchieri e della loro presunta trasparenza,lontani da quel richiamo alla correttezza dei comportamenti e alla necessità di un&#8217;accurata valutazione dei rischi, nonché di monitoraggio del fenomeno, anche attraverso accertamenti ispettivi mirati.<br />
Adusbef e Federconsumatori continuano a denunciare la reticenza e l’avidità dei banchieri,che con il ricorso all’uso disinvolto dei derivati,mettono a repentaglio la stabilità dei mercati da ricshi sistemici,prontamente addossati alla collettività.</p>
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		<title>Giustizia, scontro magistrati-Alfano</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e casi giudiziari]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Anm: cause cancellate al 50%. Il ministro: un abbaglio
Oggi i dati del Csm mentre parte l&#8217;esame del ddl al Senato. Berselli anticipa modifiche
ROMA - Solo l&#8217;1%, come dice Alfano, o tra il 20 e il 50%, a seconda delle città, come dice l&#8217;Anm? Sugli effetti del processo breve è guerra di statistiche tra il Guardasigilli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-186" title="Angelino Alfano" src="http://www.studioprincipi.com/wp-content/uploads/2009/11/alfano-216x300.jpg" alt="Angelino Alfano" width="216" height="300" />L&#8217;Anm: cause cancellate al 50%. Il ministro: un abbaglio<br />
Oggi i dati del Csm mentre parte l&#8217;esame del ddl al Senato. Berselli anticipa modifiche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ROMA -</strong> Solo l&#8217;1%, come dice Alfano, o tra il 20 e il 50%, a seconda delle città, come dice l&#8217;Anm? Sugli effetti del processo breve è guerra di statistiche tra il Guardasigilli e il sindacato delle toghe. Con il centrodestra che si schiera a fianco del ministro della Giustizia e consiglia all&#8217;Anm di &#8220;studiare le tabelline&#8221; (Gasparri). Uno scontro che attraversa la giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio nel giorno in cui il centrodestra compatto attacca l&#8217;ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per le sue parole a <em>Repubblica</em>. Nette: &#8220;Basta con le leggi ad personam&#8221;, &#8220;se una legge non va non si firma&#8221;. Fabrizio Cicchitto: &#8220;Ciampi non è mai stato al di sopra delle parti, ma orientato contro di noi&#8221;. Alfano si barcamena: &#8220;Il processo breve mette al centro il cittadino&#8221;. Lo difendono la pd Donatella Ferranti (&#8221;Da lui schiettezza, coraggio di giudizio, senso delle istituzioni&#8221;) e il leader dell&#8217;Idv Antonio Di Pietro (&#8221;Ascoltiamolo, è un presidente noto per la sua terzietà&#8221;). Emma Bonino chiosa: &#8220;È una presa di posizione su cui riflettere&#8221;. Ma Emanuele Macaluso lo punzecchia: &#8220;È un grande servitore dello Stato, ma ricordo che firmò il lodo Schifani&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre corre il botta-risposta sull&#8217;ex presidente si snoda lo scontro tra Alfano e l&#8217;Anm. La sequenza è questa. Comincia il Guardasigilli che contesta il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro che, in tv, ha fatto le pulci al suo dato: &#8220;Lui e l&#8217;Anm continuano a giocare sul mio 1%, senza fornire un&#8217;alternativa. Non hanno dati per contraddirmi nel merito&#8221;. E visto che c&#8217;è polemizza con Spataro pure sulla &#8220;logica aziendale&#8221; che, per il pm, caratterizza le leggi di Alfano. Il ministro: &#8220;Sono d&#8217;accordo con lui, anzi lo rivendico&#8221;.<br />
Passano sei ore. L&#8217;Anm replica al Guardasigilli. Una lunga nota. Che fornisce dati sulla base &#8220;di un campione particolarmente significativo e rappresentativo perché provengono dai tribunali delle grandi città italiane&#8221;. Numeri allarmanti: a Roma, Bologna e Torino &#8220;sarebbe prescritto oltre il 50% dei procedimenti in fase di udienza preliminare e in primo grado&#8221;, a Firenze, Napoli e Palermo &#8220;siamo tra il 20 e il 30%&#8221;. Spiegano Luca Palamara e Giuseppe Cascini: &#8220;Non è possibile immaginare che giudici e pm, ma anche la polizia giudiziaria, continui a svolgere serenamente il proprio lavoro sapendo che la metà sfumerà entro il primo grado di giudizio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Mezz&#8217;ora e Alfano controbatte: &#8220;Stiamo scherzando? L&#8217;Anm non giochi con le parole ma neanche coi numeri. Stanno prendendo un clamoroso abbaglio, perché se i processi pendenti oggi sono 3 milioni e 300mila, il 50% fa oltre un milione e 600mila&#8221;. Oggi sapremo chi ha ragione. Perché la commissione per le riforme del Csm, presieduta da Ezia Maccaora, alle 16 ascolta i capi delle più importanti città che portano i dati reali. Gli stessi utilizzati dall&#8217;Anm. Alla fine una conferenza stampa diffonderà i risultati. Sandro Bondi già polemizza (&#8221;Napolitano l&#8217;ha autorizzata?&#8221;). Intanto il processo breve comincia la corsa al Senato dove, in commissione Giustizia, il relatore Giuseppe Valentino (ex An) farà la relazione. E il presidente Filippo Berselli già pensa agli emendamenti e ne anticipa due: dalla lista dei delitti esclusi dal processo breve togliere il reato di clandestinità, che è punito solo con un&#8217;ammenda. E sostituire recidivi con &#8220;delinquenti abituali&#8221; per attenuare gli effetti del processo breve solo per gli incensurati.</p>
<p style="text-align: right"><em><strong>Fonte Repubblica.it</strong></em></p>
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