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LEHMAN BROTHERS,PRIMO PROVVEDIMENTO IN ITALIA
A TUTELA dei RISPARMIATORI
Il Tribunale di Bari ha ammesso consulenze tecniche preventive su eventuali responsabilita’
richieste dall’avvocato Massimo Melpignano, vicepresidente dell’Adusbef Puglia.
Nuove speranze per i risparmiatori che hanno subito il crack della Lehman Brothers, uno dei primari operatori del mercato dei titoli di stato statunitensi, grazie alla decisione del Tribunale di Bari, la Prima in Italia in direzione del recupero dei risparmi degli investitori.
Il giudice del Tribunale di Bari Franco Lucafo’ ha, infatti, ammesso le consulenze tecniche preventive (CTU) , richieste dall’avvocato Massimo Melpignano, vicepresidente dell’Adusbef, che mirano ad accertare eventuali responsabilita’ contrattuali ed il quantum del danno.
La decisione di procedere con le consulenze tecniche preventive, accogliendo la richiesta dei consumatori rappresentati dall’Adusbef e interessati dall’azione giudiziaria, e’ stata presa dal giudice del Tribunale di Bari Lucafo’ nonostante l’opposizione alla procedura da parte delle Banche interessate che hanno dichiarato l’intenzione di non voler conciliare.
Le CTU preventive, che si svolgeranno nei prossimi giorni, avranno anche lo scopo di rispondere ai quesiti, proposti dall’avvocato Melpignano e accolti dal giudice, “per accertare la conoscenza della rischiosita’dei prodotti Lehman Brothers”. Si tratta di un primo passo importante per il riconoscimento, in sede giudiziaria, e quindi risarcitoria, dei diritti dei consumatori-risparmiatori rappresentati, in questo caso dall’Adusbef.
Il 15 settembre 2008 la società annuncio’ l’intenzione di avvalersi del Chapter 11, la procedura di “fallimento pilotato” prevista dalla legge statunitense, annunciando debiti bancari per US$ 613 miliardi, debiti obbligazionari per US$ 155 miliardi e attività per un valore di US$ 639 miliardi. Si tratto’ della più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti. La società è ancora esistente, fino al completamento della procedura di bancarotta.
Bari, 6 novembre 2009
Continua la lettura... Reading »Le principali banche italiane,che nei momenti peggiori della crisi economica e finanziaria innescata dallo smodato utilizzo dei derivati e dalla corsa delle banche a piazzarli nei portafogli degli investitori,con top manager motivati a produrre budget miliardari a suon di bonus da milioni di dollari, euro o di sterline, dopo aver invocato una ciambella di salvataggio dal Governo,raccolta subito con lo stanziamento di 12 miliardi di Tremonti bond (trebond) ed aver ricevuto fiumi di liquidità dalla BCE per battere la sfiducia,oggi rinunciano ai Trebond per inondare di nuovo i mercati di prestiti obbligazionari bancari e derivati di credito.
La sfiducia dei mercati e dei risparmiatori soprattutto verso le banche italiane non dipende solo dalle delibere di un Governo e di un ministro dell’economia,passato repentinamente dalla Robin Tax ai Tremonti bond,ma anche da alcuni dati di mercato e da talune disinvolte cartolarizzazioni sapientemente occultati nei bilanci delle banche, pari a 70 miliardi di euro. A tanto ammonta infatti l’emissione di bond salsiccia, i cosiddetti malefici Cdo,titoli cartolarizzati e collateralizzati da parte delle banche italiane,in primis Unicredit, che il 14 novembre 2008 ha confezionato una cartolarizzazione di mutui residenziali per 23,789 miliardi di euro, emesso dal veicolo Cordusio RMBS srl che nessuno ha voluto,quindi utilizzabili soltanto come collaterale nelle operazioni di rifinanziamento della BCE,cioè a garanzia dei prestiti concessi dalla Banca Centrale.
Solo nell’ultimo trimestre del 2008,Intesa San Paolo e Unicredit, hanno trasformato in titoli pacchetti di mutui residenziali per un valore complessivo di 43 miliardi di euro, portando così le cartolarizzazioni immobiliari nell’anno scorso (2008) a superare i 70 miliardi di euro, quasi il doppio dei mutui cartolarizzati nel triennio precedente (2005-2007) che erano pari ad un ammontare di 36,5 miliardi di euro.
Ad anno dal crack di Lehman Brothers, i banchieri aiutati dai governi a risolvere una crisi terribile addossata sui bilanci pubblici gonfiati che dovranno essere pagati dai contribuenti, banchieri irresponsabili che lesinano il credito alle famiglie ed alle imprese e richiedono ai terremotati abruzzesi gli arretrati sulle macerie invece di allungare la vita residua dei mutui, non hanno ancora capito la lezione ma fanno ricorso al leverage, quindi all’indebiatemnto per tenere in piedi il sistema.
Nelle ultime settimane si sono rincorse notizie di giri eccellenti di poltrone proprio tra i responsabili dei desk di vendita di derivati su reddito fisso di grandi banche internazionali, uomini che lavorano fianco a fianco con chi struttura i derivati che vanno dai più semplici swap su tassi di interesse agli strumenti di protezione del rischio di credito (credit default swap), dalle cartolarizzazioni classiche a quelle di secondo e terzo grado, cioè securitisation di titoli a loro volta già oggetto di cartolarizzazione insalsicciati per far perdere la provenienza.
Ancora una volta Adusbef e Federconsumatori mettono in guardia i risparmiatori di stare alla larga da prodotti pericolosi che se portano introiti alle casse delle banche e moltiplicano bonus e prebende dei banchieri,nuocciono gravemente al sudato risparmio dei cittadini.